TERMINA QUA L’AVVENTURA INTRAPRESA CON L’AVIO CALCIO.

Purtroppo, la mia esperienza ad Avio si è conclusa dopo solo un anno. Non era mia intenzione, ma è arrivata un’offerta più importante, di quelle che non puoi rifiutare. È stato un anno lungo e intenso.

Siamo partiti con un progetto ben strutturato dalla società, anche se con l’handicap dei numeri. Il progetto era guidato in primis dal presidente Braulio, che chiedeva di portare avanti un gruppo variegato, da far coesistere con dei ragazzi del 2013 (esordienti e aggregati all’inizio solo alle partite), i 2012 e infine i 2011. L’obiettivo era avere un numero di giocatori equilibrato per poter lavorare al meglio.

Come sempre, la cosa più importante è formare un gruppo, cosi che il mister possa esercitare quella “arma psicologica” per cui, se non ti alleni bene, hai meno possibilità di giocare in partita, anche se sei bravo. Purtroppo, questa regola è venuta meno: molti di questi ragazzi (non tutti) venivano agli allenamenti in modo discontinuo, “a spot”, a volte svogliati, ed è stato difficile mantenere una filosofia coerente. Eravamo partiti con tre allenamenti a settimana, per poi ridurli a due, così forse riuscivano a essere più presenti tutti insieme. Il problema, però, è persistito finché la squadra non si è vista pian piano “smaterializzare” lungo l’arco della stagione. Siamo, a livello di ragazzi, in tempi difficili e l’aspetto adolescenziale è molto marcato e complesso nei ragazzi, come è giusto che sia a quell’età, per carità, ma per il mister, forse chiedendo troppo, vedere alcuni ragazzi senza voglia senza quel quid, è deleterio, e frustrante.

La colpa è soprattutto mia, del mister: probabilmente non sono riuscito a coinvolgere e invogliare i ragazzi nel modo giusto. Nella seconda parte della stagione, ho privilegiato l’aspetto più ludico senza tralasciare la parte tecnico-tattico a scapito della condizione fisica, per avere degli allenamenti meno pesanti ma più coinvolgenti e divertenti, e alla fine anche il rendimento ne ha risentito, non centrando la qualificazione alle finale della Coppa, e si che sarebbero bastati 3 punti in più.

Ringrazio tutti: il presidente Braulio, la società con i suoi collaboratori e alcuni genitori sempre presenti. Ma ringrazio soprattutto i ragazzi, dal primo all’ultimo, con un ringraziamento speciale ai 3-4 che si sono distinti: il loro impegno e la loro capacità di trascinare il gruppo hanno rappresentato la massima soddisfazione, per il mister, ma anche per loro.

il mister Zendri Gianantonio.

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