SI RIPARTE NUOVA SOCIETA’ NUOVI RAGAZZI

Fare l’allenatore di calcio, a queste latitudini, è prima di tutto una questione di passione. Quando si viene contattati, si parla un po’ di tutto: della metodologia di Allenamento, degli orari, della logistica, del carattere dei ragazzi oltre che del numero, … cose normali. Il compenso, almeno per quanto mi riguarda, passa in secondo piano, perché prima viene tutto il resto.

Ci si mette mente e corpo in una nuova avventura. Il tempo è relativo: per un mister il tempo passato sul campo è solo la punta dell’iceberg, dietro ce un continuo aggiornamento, dal gruppo ci si aspetta ragazzi gestibili, motivati, desiderosi di raggiungere un obiettivo comune, oltre di squadra. Si cerca di trasmettere loro, il senso di appartenenza alla maglia e alla società, che il lavoro in allenamento è importantissimo, divertendosi, si, ma anche sudando, che il lavoro di squadra vale il doppio rispetto al lavoro individuale, poi tocca al mister far crescere non solo la squadra, ma anche il singolo.

Questo è l’ideale. Ma la realtà è spesso diversa.
I ragazzi di oggi non sono più quelli di una volta. Un tempo si andava a scuola, si mangiava in fretta e si correva al campetto con una voglia matta di giocare a calcio. Si giocava ovunque, a qualsiasi ora. Quello che contava era la passione. Ora è cambiato tutto. Forse per le troppe alternative, forse perché una volta, quando si prendeva un impegno, lo si portava a termine. Era una scuola di vita.
Oggi, (non tutti, per fortuna) , molti ragazzi non hanno stimoli, o forse troppi stimoli, bisogna quasi pregarli per farli venire al campo passare un’ora o più, imparando uno sport, che quasi mai diventa professione, ma sempre indirizza ad una vita fatta di gioie, dolori, ma sopratutto ad un gruppo genuino che rende i ragazzi consapevoli di come stare al “mondo” avendo rispetto di tutto e di tutti.
Questa mentalità purtroppo mette in difficoltà le società specialmente le più piccole, si crede di avere un certo numero di giocatori, ma in un attimo ci si ritrova con meno della metà.
E allora si va avanti con quello che si ha, cercando di trasmettere entusiasmo, divertimento, ma sopratutto coesione, di valorizzare le risorse, perchè ogni singolo ragazzo può darti tantissimo, e di conseguebza arrivare ai suoi traguardi. Poi se arrivano anche dei risultati sul campo sarà gioia doppia!!!

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